Il Domani                                              Giovedì 30 Ottobre  2003


Ignoti hanno danneggiato un monumento sepolcrale della cattedrale per tentare di appropriarsi di due statuette poste ai lati

Tentato furto nel duomo di Squillace


Rovinati a colpi di scalpello un'Annunciata e un angelo nunziante del ''500

 

 

 

 

SQUILLACE — Tentato furto sacrilego a Squillace. Ignoti, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno danneggiato un monumento sepolcrale della cattedrale, per tentare di appropriarsi di due statuette poste ai lati, raffiguranti rispettivamente 1'Annunciata e un angelo nunziante. Gli sconosciuti, utilizzando presumibilmente uno scalpello, hanno staccato dal monumento le due piccole statue, alte circa settanta centimetri, e le hanno poste in due sacchi di iuta, che sono stati poi ritrovati dietro il portone d'entrata della navata laterale sinistra. Una delle due statuette è stata ritrovata con la testa staccata, mentre 1'altra apparentemente integra. I ladri, quindi, che a giudicare dalle modalità con cui hanno agito non sono dei professionisti, non sono riusciti a trafugare le due opere marmoree.

 

 

 


II monumento funebre preso di mira dagli sconosciuti, probabilmente su commissione, e quello di mons. Vincenzo Capece Galeota, vescovo di Squillace nel 1500. Il sepolcro, realizzato nel XVI secolo, e stato recentemente restaurato dalla Sovrintendenza ai beni artistici di Cosenza, in concomitanza con i lavori di ristrutturazione della cattedrale di Squillace. Sul pavimento, nei pressi del monumento sepolcrale, che e collocato al centro della navata laterale destra del tempio, sono stati trovati centi-naia di pezzettini di marmo dovuti allo sgretolamento causato dai colpi di scalpello e un' ampia chiazza di sangue coagulato: 1'autore del furto probabilmente si sarà ferito, non certo leggermente, mentre maneggiava gli attrezzi utilizzati per staccare le due statuette marmoree. Il tentativo di furto e stato scoperto ieri mattina, all'apertura dell'edificio di culto da parte di un fedele che collabora con il parroco, il quale ha dato subito l'allarme.
Non sarebbe stato riscontrato alcun segno di effrazione a porte e finestre, per cui si e propensi a ritenere che gli autori del sacrilegio si siano nascosti all'interno del duomo prima della chiusura serale. Il parroco don Giuseppe Megna ha sporto regolare denuncia ai Carabinieri, che hanno avviato le indagini. Sul posto sono intervenuti il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Girifalco, capitano Dino Incarbone, con i militari del nucleo operativo e quelli della stazione di Squillace. I Carabinieri del servizio di polizia scientifica hanno compiuto i rilievi di legge per 1'accertamento delle impronte lasciate dai malviventi e soprattutto sulle tracce di sangue, le cui analisi saranno effettuate a Messina. Uno dei primi ad accorrere in cattedrale è stato il presidente della Pro loco, Agazio Mellace, il quale ha espresso indignazione per 1'episodio:
 «Si tratta - ha affermato - di un grave danneggiamento al patrimonio artistico di cui la nostra città e ricca e che la rende meta di numerosi visitatori».

 

 

 

 

 

 

 

II parroco don Megna ci ha detto di non sapersi spiegare il motivo di tale deturpamento: «Non e concepibile che fatti di questo genere possano accadere in una chiesa». Il 7 ottobre scorso, in cattedrale, era stato inaugurate e benedetto dall'arcivescovo mons. Antonio Ciliberti il grande mosaico absidale, che rappresenta 1'ultimo atto dei lavori di completamento che hanno interes-sato la chiesa negli ultimi dodici anni: una serie di faticosi lavori e di abbellimenti, che evidentemente adesso occorre riavviare per far ritornare al suo antico splendore il monumento funebre danneggiato.  
La cattedrale di Squillace ha gia subito un grave furto sacrilego nei primi anni del Novecento, quando venne trafugata la statua d'oro di Sant'Agazio, patrono della città e compatrono dell'arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.
 Dopo qualche tempo, si seppe che venne fusa dagli autori del furto e probabilmente rivenduta in parti separate.

Salvatore Taverniti