Il Domani CATANZARO PROVINCIA Mercoledì 21 Agosto 2002
Si e concluso il "processo" al celebre generale e patriota squillacese. Resi gli onori militari al suono dell'inno di Mameli
Squillace "assolve" Guglielmo Pepe
La sentenza: «Una figura fondamentale nella vicenda
dell'unificazione nazionale»
di
Salvatore Taverniti
SQUILLACE - «La Corte speciale, sentita la giuria ed esaminati a fondo i
percorsi di vita e di azione del generale Guglielmo Pepe, riconosce di questi la
grandezza morale, politica e militare, giungendo alla conclusione che egli è una
figura fondamentale nella vicenda dell'unificazione nazionale e dello
stabilimento in Italia di istituzioni costituzionali. Lascia aperto agli storici
e alla prassi quotidiana il dibattito circa gli eventi e gli effetti
dell'unificazione sopra l'identità culturale e la vita sociale ed economica
delle popolazioni meridionali del secolo XIX e dei nostri giorni. Chiede,
comunque, al popolo e alle generazioni attuali, e soprattutto alle sedi
istituzionali e culturali, di glorificare il generale Guglielmo Pepe come
splendore di Squillace e della Nazione italiana». E questa la sen'tenza espressa
dal tribunale, appositamente allestito lunedì scorso nella piazza principale di
Squillace, al termine del cosiddetto "processo al generale Guglielmo Pepe",
l'illustre patriota, nato a Squillace nel1783 e morto a Torino ne1855, che fu
uno dei protagonisti del nostro Risorgimento.
Organizzata
dalla Pro Loco, con il patrocinio di vari enti e dei Comuni di Napoli, Torino e
Venezia, la manifestazione di rievocazione storica ha preso il via da piazza
Municipio, da dove Guglielmo Pepe (interpretato da Guido Caristo) accompagnato
dai soldati borbonici in costume d' epoca, dalla banda dei bersaglieri e dal
popolo, è stato condotto in piazza Duomo, sede del tribunale. Qui, dopo un breve
discorso del presidente della Pro Loco, Agazio Mellace, il cancelliere (Adele Pelaggi) ha dato inizio alla celebrazione del processo, chiamando l'imputato e
di seguito la pubblica accusa (Ulderico Nistico), la difesa (Guido Rhodio), i
giudici (Rinaldo Commodaro, Tito Salerno, Giuseppe Costarella) e la giuria
popolare, composta da 15 persone, tra giornalisti e professionisti vari. Prima
del processo, è stato proiettato un video, girato in loco, in cui Pepe ha
raccontato le su" imprese" . II giudice presidente ha quindi dato la parola
all'accusa per l'illustrazione del capo d'imputazione, alla difesa per la
conseguente confutazione e all'imputato. Accusa e difesa hanno poi interrogato i
testimoni, tra cui Ferdinando I, Ferdinando II, Giovanni di Frimont, Vittorio Emanule
II, il cardinale Ruffo di Calabria, Damiano Assanti e diversi patrioti. Dopo la
requisitoria e l' arringa finale, il giudice presidente ha letto la sentenza.
Successivamente l' attenzione si è spostata nella vicina piazza Risorgimento,
davanti al monumento a Guglielmo Pepe, dove, al suono dell'inno nazionale, un
drappello di militari ha reso i dovuti onori e l' autorità civile ha deposto una
corona d' alloro.
Salvatore Taverniti