Il Quotidiano                                                                                                      Domenica 25 agosto 2002
 



               Lunedì scorso in piazza Duomo la Pro loco ha messo in scena il  
               processo all'illustre patriota

Pepe, splendore di Squillace

La figura del generale e stata restituita integra alle pagine della storia
 

SIGNORE E e signori silenzio: è di scena la storia. Per una sera infatti, l'antica piazza Duomo, nel cuore del centro storico di Squillace, si è trasformata in un autentico palcoscenico sotto le stelle, mettendo in scena nientemeno che, un processo.

Il Processo al generale Guglielmo Pepe, personaggio di spicco del Risorgimento italiano, illustre patriota figlio di Squillace dove nacque nel lontano 1783 per morire, poi, a Torino nel 1855. L'evento, è stato organizzato dalla Pro Loco presieduta da Agazio Mellace con il patrocinio di vari enti ed in particolare dei Comuni di Venezia, Napoli e Torino.

La rievocazione storica in costume borbonico d'epoca, ha catalizzato l'attenzione del folto pubblico presente che ha seguito passo passo la rappresentazione, in una suggestiva atmosfera d'altri tempi.

Un vero e proprio tribunale, dunque, quello allestito in pIazza Duomo, lunedì scorso, con tanto di Pubblica Accusa, Ulderico Nisticò, di Difesa, Guido Rhodio, di giudici, Rinaldo Commodaro, Tito Salerno,Giuseppe Costarella, il cancelliere Adele Pelaggi, la qualificata giuria popolare in tutto quindici persone, tra uomini di cultura, giornalisti, liberi professionisti. E poi lui, " l' imputato", il generale Pepe, impersonato da   Guido Caristo, che esce  dall'abitazione e scende verso la piazza,accompagnato  dalla scorta in costume mentre la banda dei bersaglieri esegue in sottofondo il " Nabucco " . L'imputato viene , quindi, introdotto dal cancelliere sul palco . Si abbassano le luci ed inizia la proiezione di un video in cui si illustra la figura del generale Pepe, sul filo dei ricordi, tra memorie e nostalgie. Dopo di che il giudice  da la parola all' Accusa  che illustra il capo d'imputazione. Poi la parola passa alla Difesa che confuta il capo d'accusa ed infine l'imputato chiamato a testimoniare. Segue la magistrale requisitoria finale dell'Accusa e l'appassionata arringa della Difesa. Ancora un minuto di buio, qualche attimo di trepidante suspence ed il cancelliere annuncia la sentenza che viene letta dal giudice e che restituisce l'immagine del patriota integra alle pagine della storia :"La Corte speciale sentita la giuria ed esaminati a fondo i percorsi di vita e di azione del generale Guglielmo Pepe, riconoscendo questi la grandezza morale, politica e militare , giungendo alla conclusione che egli è una figura fondamentale nelle vicende dell'unificazione nazionale e dello stabilimento in ltalia di istituzioni costituzionali.

Lascia aperto agli storici ed alla prassi quotidiana il dibattito circa gli eventi e gli effetti dell'unificazione sopra l'identità culturali e la  vita sociale ed economica delle popolazioni meridionali del XIX secolo e dei nostri giorni. Chiede, comunque, al popolo e soprattutto alle sedi istituzionali e culturali, di glorificare il generale Guglielmo Pepe come splendore di Squillace e della nazione italiana".

 

 

Un momento del "Processo a Guglielmo Pepe" (a destra, il generale in un'antica riproduzlone ) tenutosi nel centro storico di Squillace

 

 Amalia Feroleto.