iI Quotidiano Catanzaro
30 agosto 2003
Squillace. Si è conclusa la mostra dell'artista borgese nell'ambito della rassegna "Colori mediterranei"
L'acquaforte del maestro Rocca
Le sue
"Sequenze pittoriche" raccontano il martirio di S. Barbara
ANCHE IL maestro, Giuseppe Rocca, figura nella rosa dei nomi prestigiosi che stanno dando vita in questi giorni, a Squillace, alla Rassegna d'Arte contemporanea promossa dalla Pro Loco presieduta da Agazio Mellace, dal titolo emblematico: "Colori mediterranei" .
La personale dell'artista, che ha chiuso da poco i battenti, è stata allestita presso la sala espositiva della chiesetta dell'Immacolata, nel cuore delle Squillace antica.
Le "Sequenze pittoriche" del maestro Rocca riguardano la vita ed il martirio di Santa Barbara ispirate al grande maestro del XVII secolo, Caravaggio.
Si tratta di sei grandi tavole, che sono state
scelte, non a caso, per adornare le pareti della sala consiliare del
comune di Amaroni. Giuseppe Rocca vive ed opera a Borgia. Diplomatosi all'Acccademia
delle Belle Arti è abilitato all'insegnamento dell' Educazione artistica.
Oltre che pittore, Rocca, è incisore
e vignettista, con un nutrito carnet di premi al suo attivo. Giovanissimo si
classifica una volta al secondo posta e due volte al primo posta al Premio
nazionale di pittura "Unione culturale calabrese". Nel 1985 ottiene la medaglia
arte sacra "I papi e la Calabria"per la venuta di Papa Giovanni Paolo II.
Vincitore assoluto del Concorso nazionale indetto dalla rivista d'Arte D&D
ovvero disegnare e dipingere, nel 1989; nella stesso anno la Provincia di
Catanzaro gli organizza una retrospettiva dal titolo "Divisionismi" .Nel 1992,
invece, 8 uno dei vincitori del premio"Arte" indetto dalla stessa rivista della
Mondadori. Nel 1993 partecipa alla Biennale di incisione calcografica di Rende
antica. Nel 1994 è "incoronato" pittore dell'anno secondo l'annuario nazionale
d'Arte moderna Acca di Roma. Ma il riconoscimento più prestigioso e lusinghiero
lo ottiene alla Biennale internazionale di Arte contemporanea di Firenze nel
1999, quando risulta vincitore assoluto su 31 nazioni partecipanti. Questi solo
alcuni degli attestati del suo talento ai quali si aggiungono le numerose
recensioni avute da Rai 2, Rai 3, Telespazio Calabria, Rtc e dalla stampa
locale e nazionale. Tra Ie personali di maggior rilievo ricordiamo quella
del1987 alla Galleria "La tartaruga" di Roma dal titolo "Storia di una
rivisitazione".
La tecnica preferita dall'artista è l'acquaforte che, ci spiega, «è un sistema di Stampa calcografica risalente alla metà del 1400 da ritenersi regina delle stampe con esecuzione del tutto artigianale a mano, foglio per foglio».
«La tecnica - continua l'artista - consiste nell'incidere con bulino una lastra di metallo (zinco o rame), si decidono le profondità dei segni eseguiti con innumerevoli e diversificati bagni (morsure) nell'acido nitrico tagliata con acqua. Alla fine si ottiene una matrice che viene inchiostrata, pulita, affinché l'inchiostro penetri nei segni eseguiti. Poi si adagia la lastra sul piano di un torchio a cilindri e si fa passare sotto la pressione del torchio stesso. Per ogni prova si ripete l'operazione di inchiostratura, pulitura e stampa. Nasce così l'acquaforte».
Amalia Feroleto