il Quotidiano                                                      7 Gennaio 2003



       Ripristinata dalla Pro loco a Squillace l'antica tradizione della  
       "Cavalcata" di scena per l'Epifania

Dopo 50 anni tornano i Re Magi

«Il conte Francesco Del Balzo pare discendesse da Baldassarre»

 

DOPO CINQUANT'ANNI di assenza è ritornata in scena, ieri per l'Epifania nell'antico borgo medievale di Squillace che per la speciale occasione si è trasformato in un grande palcoscenico all'aperto, l'importante manifestazione a carattere religioso - culturale " La  Cavalcata dei Re Magi", come avevamo già anticipato dalle colonne de "il Quotidiano". Una rappresentazione, questa, che la tradizione popolare fa risalire all'avvento del Cristianesimo in Calabria e che, a riportarla in auge, ci ha pensato la Pro loco presieduta da Agazio Mellace coadiuvato dal segretario Pasquale Vetrò, con la collaborazione preziosa del professore Francesco Zofrea.
Il professore, infatti, molti anni fa scrisse un libricino in cui si narrava la storia di questa antica tradizione su disposizione dell'allora vescovo della Diocesi Armando Fares.
A patrocinare la prestigiosa iniziativa la presidenza del Consiglio dei Ministri, la presidenza della Giunta re­gionale, l'assessorato regionale al Turismo, l'assessorato alla Cultura di Catanzaro, l'Apt di Catanzaro, il GaL serre calabresi, la comunità montana Fossa del lupo, ed anche il supporto degli sponsor. Una volta - come spiega lo stesso presidente della Pro loco, Agazio Mellace - questa rievocazione sceneggiata del racconto evangelico veniva organizzata dalla chiesa e si è svolta per tre anni consecutivi dal 1955 al 1957». E ieri l'evento tanto atteso è tornato a rivivere grazie all' impegno della Pro loco che è riuscita a coinvolgere un intero paese, polarizzando nel contempo l'attenzione di tutto il comprensorio. A filmare l'evento in tanti muniti di telecamere oltre a quelle delle emittenti locali e di Rai Tre Calabria che si è collegata in diretta più volte commentando le tappe più salienti della manifestazione. In un'atmosfera orientale tra cammelli veri, palme e con ben 130 figuranti che vestivano i panni di cortigiane, palafrenieri, dignitari paggi, angeli e naturalmente   dei mitici, Gaspare (Agazio Gagliardi ) Melchiorre ( Ruggero Mauro) e Baldassarre ( Nadir Abdelghani ) si è rivissuto un momento magico e suggestivo.
Un momento unico a metà tra la fiaba e la rappresentazione sacra. Gli abiti dai tessuti preziosi sono stati cuciti artigianalmente dall'equipe di sarti locali che hanno messo su un vero e proprio laboratorio. Si tratta di Tonino Severini, Aurelia Lioi, Concetta Panaia, Carmela Provenzano, Vito Samà, Annamaria Muccari, Rita Mercurio, Geltrude Zofrea, Carmela Lioi. Mentre i costumisti sono Lina Balduani e Carmela Mellace. Il tutto per la regia di Totò Spanò.
I cortei dei tre Re Magi sono partiti simbolicamente alla volta della Palestina intorno alle 15 da diversi punti del paese per poi incontrarsi lungo il percorso e prosegui­re insieme il cammino fino alla reggia di Erode ( Claudio Panaia ) allestita in piazza Duomo ed il presepe vivente posto invece davanti alla chiesetta dell' Immacolata. I Re Magi che recavano realmente i doni per il Bambinello (che poi sono stati offerti alla Caritas) sono infine arrivati alla grotta accompagnati dagli angeli dove c'erano Maria ( Giulia Abbruzzo ) Giuseppe ( Fabio Commodaro ) e  Gesù Bambino ( Francesco Talotta ).
E qui si è svolto l'ultimo atto quello clou della Natività sotto una fitta ed abbondante nevicata scenica di sicuro effetto. La scelta di ripristinare l'antica tradizione de "La Cavalcata dei Re Magi" pare, comunque, che non sia stata del tutto casuale. Sembra, infatti come emerge dal racconto del segretario della Pro loco squillacese, Pasquale Vetrò che «l'impulso a tale tradizione fu data dalla famiglia provenzale di Baux, italianizzato del Balzo, conte di Squillace e membro dell'alta aristocrazia angioina che pretendeva di discendere da Baldassarre e che recava sulla sua arma araldica una stella cometa d'argento a sedici raggi in campo rosso». Insomma un altro fiore all'occhiello per Squillace che oltre ad aver dato i natali ad uomini illustri come Cassiodoro, Guglielmo e Florestano Pepe ora si candida anche ad annoverare nientemeno che un discendente di re Baldassare. E allora cosa si può volere di più?

Amalia Feroleto

INDIETRO