La Gazzetta del Sud                                                            8 Gennaio 2003


Torna la tradizione nel giorno dell'Epifania
Cavalcata dei Re Magi

Oldani Mesoraca
SQUILLACE - E da attribuire al «legame» storico con uno dei tre re magi, il re mitico di Babilonia Baldassarre, il desiderio degli squillacesi di animare, dopo cinquant'anni dall'ultima volta, quest' anno, per le vie dell'antico borgo la «cavalcata dei re magi».
Infatti, secondo una verosimile storia tramandata nel tempo, sembra che un discendente di Baldassarre, il conte Del Balzo, sarebbe approdato e avrebbe regnato a Squillace.
Ne1954, sotto la guida spirituale dell'allora vescovo Armando Fares, il giovane studente Francesco Zofrea, poi diventato docente e preside della locale scuola media, compose un racconto, sul modello di un autentico copione teatrale. Sulla scorta di quelle indicazioni fu fatta, malgrado la precarietà del tempo, la prima cavalcata di Melchiorre, Gaspare e Baldassarre verso la grotta del Salvatore.
Quella rievocazione storica, piu' volte in questi anni pensata ma mai rianimata, è stata, nel giorno dell'Epifania, riportata in scena, grazie a una rielaborazione del testa originale, sempre dello stesso autore. Organizzatori i soci della Pro loco, guidata da Agazio Mellace, Pasquale Vetrò e Sandro Mauro. Teatro della rappresentazione, l'intero centro storico della cittadina ionica. Protagonisti, sotto la regìa di Toto Spanò, oltre 150 tra attori e figuranti con i costumi orientali, cuciti apposta 'da improvvisate sarte locali che, al gusto, hanno aggiunto la passione e la gioia di poter partecipare a una simile festa.
A rendere più piacevole il tutto, addirittura tre autentici cammelli, di cui solo due, però, sono arrivati alle meta, prestati agli organizzatori da un circo che in questi giorni sta operando nelle vicinanze. Migliaia le persone che si sono unite ai tre magi che, provenienti da diverse direzioni, si sono incontrati in piazza e insieme, dopo essere passati dalla corte di Erode, umilmente, si sono recati a rendere omaggio con l'incenso, l'oro e la mirra al Messia la cui grotta è stata allestita davanti alla porta della chiesa dedicata alla Madonna Immacolata.