Gazzetta del sud   27 Agosto  2002


Assolto il generale Guglielmo Pepe eroe calabrese della storia dell'800

 

 

Oldani Mesoraca

SQUILLACE - «La Corte speciale, sentita la giuria ed esaminati a fondo i percorsi di vita e di azione del generale Guglielmo Pepe, riconosce di questi la grandezza morale, politica e militare, giungendo alla conclusione che egli è una figura fondamentale nella vicenda dell'unificazione nazionale e dello stabilimento in Italia di istituzioni costituzionali»

Con questo verdetto il simbolico tribunale, presieduto, però, dal consigliere della Corte d' Appello di Catanzaro, Rinaldo Commodaro, composta dal magistrato Tito Salerno della Procura della Repubblica di Grosseto, dall'avvocato Giuseppe Costarella e da una giuria popolare di cui ha anche fatto parte il consigliere regionale Egidio Chiarella, ha assolto il generale Guglielmo Pepe, nato a Squillace nel1783 e morto a Torino nel 1855, protagonista del nostro Risorgimento, da grave addebito di alto tradimento per una serie di presunti «reati» contestati dall'accusa. Un processo vero e proprio, parlando storicamente, organizzato in piazza Duomo, davanti a un folto pubblico, dalla Proloco. Sul palco, l'imputato, interpretato da Guido Caristo in costume militare, scortato dai soldati borbonici.

Dopo il saluto del presidente della Pro loco Agazio Mellace, si alza il sipario e il generale Pepe cerca di difendersi dalle accuse articolate dal presidente del Tribunale. Subito dopo, il cancelliere Adele Pelaggi introduce i testi. L'accusa e sostenuta dal prof. Ulderico Nisticò e la difesa dal presidente dell'Istituto di studi su Cassiodoro, Guido Rhodio.

Su uno schermo gigante, le immagini raffiguranti i testimoni e alle domande che vengono loro poste rispondono grazie alle voci fuori campo. Alla fine la sentenza che «lascia aperto agli storici e alla prassi quotidiana il dibattito circa gli eventi e gli effetti dell'unificazione sopra l'identità culturale e la vita sociale ed economica delle popolazioni meridionali del secolo XIX e dei nostri giorni. Chiede, comunque, al popolo e alle generazioni attuali, e soprattutto alle sedi istituzionali e culturali, di glorificare il generale Guglielmo Pepe come splendore di Squillace e della Nazione italiana».

Un'iniziativa quella di Squillace che ha dato il senso di una tradizione storica e ideale del Risorgimento italiano, alla base della nascita della nazione a cui anche i calabresi, come Guglielmo Pepe, hanno saputo dare il loro contributo.