Il dr. Massimo Gagliardi in missione umanitaria nel Ladakh in India

Dopo l’Africa e l’America, anche l’Asia. Dopo le esaltanti esperienze in Madagascar e Guatemala, il Kashmir. È stata una missione molto gratificante quella appena conclusa dal dottor Massimo Gagliardi, medico dentista di Squillace, nell’ambito del progetto “Ladakh”, sostenuto dalla Fondazione Andi (associazione nazionale dei dentisti).
Con i fondi dell’associazione è stata realizzata una clinica odontoiatrica nella regione del Kashmir indiano, precisamente nel Ladakh, situato nell’estremo lembo settentrionale dell’India, definito “piccolo Tibet” per la somiglianza geografica con il confinante altopiano tibetano. La clinica è situata nell’ospedale di Padum, a circa 4000 metri di altitudine, il più grosso villaggio della valle del fiume Zanskar, voluta e progettata su indicazione del Dalai Lama. 
Proprio qui, il medico squillacese, insieme ad altri colleghi, ha portato il suo aiuto per la prevenzione e le cure odontoiatriche al popolo ladako, privo di qualsivoglia assistenza sanitaria. «È stato semplicemente meraviglioso – afferma Gagliardi – essere d’aiuto a questa popolazione che con i suoi usi e costumi, la sua religione e i suoi riti vive una vita che a noi occidentali potrebbe sembrare impossibile.
Il raggiungimento del sito è stato già molto difficile e faticoso: giorni di viaggio su strade sterrate e pericolose con strapiombi impressionanti». Per Gagliardi, comunque, «è stato veramente emozionante poter aiutare questo popolo e osservare i pazienti che sostavano davanti alla clinica odontoiatrica desiderosi di ricevere le nostre cure. Un popolo che nella sua fierezza vive una quotidianità fatta di cose semplici, indispensabili alla sua sopravvivenza e molto impegnato nella preghiera cui affida le proprie sorti». «Le difficoltà di adattamento a quei luoghi – racconta – hanno lasciato subito il posto alla gioia di veder sorridere bambini e anziani dopo la nostra assistenza odontoiatrica».
Un’esperienza che induce chi è giunto sin lì per prestare la sua opera umanitaria ad una riflessione sulla vera essenza dei rapporti umani e dei valori della vita, che in posti come il Ladakh  trovano la loro massima espressione.
Salvatore Taverniti

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